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Crimine istituzionalizzato e critica sociale

"La prima notte del giudizio", prequel di "The Purge"

Universal
 
07
luglio
2018
06:13

La prima notte del giudizio, prequel della saga The Purge. È il quarto titolo di una serie (nata nel 2013 con La notte del giudizio e proseguita nel 2014 con Anarchia e nel 2016 con Election Year) di grande successo commerciale. Basti pensare che, a fronte di costi di realizzazione sui 10 milioni di dollari a capitolo, l'incasso globale ha superato i 320 milioni. È ora in preparazione anche una serie televisiva di dieci episodi.
La serie The Purge è ambientata in un futuro distopico molto simile all'oggi; divampa la rabbia dei ceti più poveri che un'amministrazione cinica cerca di incanalare promuovendo una volta l'anno una «notte libera» in cui ogni forma di reato, compreso l'omicidio, è concessa senza conseguenze penali. Questo sfogo dovrebbe assicurare per il resto dell'anno la diminuzione dei crimini.
La prima notte del giudizio racconta le origini della notte dello sfogo. Mentre la popolazione è arrabbiata e inquieta, come rappresentato da una serie di interviste iniziali, una sociologa (Marisa Tomei) propone un esperimento, sottovalutando le possibili disastrose conseguenze. Per una notte, nella zona circoscritta di Staten Island, a New York, ogni violenza sarà permessa. Il partito al governo, i Nuovi Padri Fondatori, è intenzionato così a liberarsi della zavorra sociale. Ma sulle prime l'esperimento non va come previsto. Soprattutto i neri, invece di combattersi tra loro, si radunano per delle feste. Il governo invia allora reparti di mercenari per diffondere il terrore e uccidere. Squadre spesso mascherate con cappucci da Ku Klux Klan, appoggiate da droni che sparano. I residenti devono difendersi e la guerra urbana divampa.
Creatore della serie è l'italo-americano James DeMonaco che, dopo aver anche diretto i primi tre episodi, stavolta è solo sceneggiatore, lasciando la regia all'afro-americano Gerard McMurray. Tra i produttori Jason Blum (con la sua Blumhouse Production ha realizzato i franchise The Purge, Paranormal Activity e Insidious ma anche l'oscarizzato Whiplash) e Michael Bay.
La resa spettacolare è assicurata, il ritmo non manca. La denuncia politica prevale sullo scavo psicologico dei personaggi. La prima notte del giudizio non è all'altezza di quel gioiellino di Get Out, ma la chiara scelta di veicolare attraverso un horror un discorso sulla sopraffazione e la tematica razziale va in quella direzione. 

  Il trailer

Edizione del 17 luglio 2018
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