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Sempre la massima allerta lungo i confini

REPORTAGE DAL NOSTRO INVIATO - Sulla rotta dei Balcani il passaggio di profughi è crollato, ma i controlli alle dogane sono più severi - Si cercano possibili foreign fighter

CdT / AC
Guardie di confine polacche lungo il confine macedone
 
01
giugno
2017
06:00
Andrea Colandrea

GEVGELIJA (dal nostro inviato) - Quando sopraggiunge la sera e il cielo diventa scuro, la cittadina di Gevgelija, incuneata tra la Grecia e la Bulgaria, sembra trasformarsi per diventare un avamposto di polizia. Qui, uno degli ultimi Comuni di confine della Macedonia, si snoda la rotta balcanica (o quello che ne è rimasto) che dalla Grecia porta in direzione di Belgrado. Quella stessa interminabile strada in mezzo ai campi e nascosta tra i boschi che è stata a lungo terreno di passaggio per decine di migliaia di disperati e che il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il 18 marzo di un anno fa, aveva definito chiusa, sicuro che «i giorni delle migrazioni illegali in Europa sono finiti». Ora alle dogane i controlli dei documenti sono diventati più severi anche in ottica antiterroristica. Si cercano possibili foreign fighter che tornerebbero da Sud diretti soprattutto in Bosnia, anche se è difficile ottenere conferme. 

Tutti i dettagli a pagina 5 del CdT di oggi.

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