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“Azioni illegali che porteranno il caos”

Così il presidente russo Putin e il suo omologo iraniano Rohani a proposito dei raid in Siria - Usa, Francia e Regno Unito presenteranno lunedì il nuovo progetto di risoluzione

 
15
aprile
2018
16:27
Red. Online/ats

MOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin e quello iraniano Hassan Rohani, alleati di Bashar al Assad, ritengono che i raid dell'Occidente in Siria rappresentino "un'azione illegale" che avrà impatti negativi sulla situazione politica. Nel corso di una telefonata tra i due, riferisce il Cremlino citato dalla Tass, Putin ha sottolineato che "se queste azioni compiute in violazione della carta dell'Onu continueranno, provocheranno inevitabilmente il caos nelle relazioni internazionali".

Lunedì la nuova bozza di risoluzione

Gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito hanno pronto un nuovo progetto di risoluzione sulla Siria che sarà presentato domani, lunedì, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e che comprende anche l'istituzione di un nuovo meccanismo investigativo per l'uso di armi chimiche. Una fonte diplomatica informata ha detto all'agenzia russa Tass che "i colloqui cominceranno lunedì (domani)" senza specificare quando sarà messa ai voti.

Gli Usa: "Pronti a colpire Mosca con nuove sanzioni"

L'amministrazione Trump è pronta a colpire Mosca con nuove sanzioni all'indomani dell'attacco in Siria. Lo ha detto l''ambasciatrice Usa all'Onu, Nikki Haley, annunciando misure che potrebbero essere varate già domani. Intervistata da Fox Haley, che accusa la Russia di alimentare le tensioni con gli Usa e di non fare nulla per evitare che il regime di Assad usi armi chimiche, ha ricordato le sanzioni già varate e "continuerà a farlo, come vedrete lunedì", ha aggiunto. "Arriveranno nuove sanzioni alla Russia - ha detto Haley - il segretario al tesoro Mnuchin le annuncerà probabilmente lunedì e colpiranno direttamente quelle società che hanno a che fare con la fornitura di equipaggiamenti ed attrezzature legate all'uso di armi chimiche da parte del regime di Assad". "Vogliamo mandare un messaggio forte - ha aggiunto - e speriamo che stavolta ci ascoltino".

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