logo

Brexit: continua l'ondata di dimissioni

Con la svolta negoziale soft lasciano anche i vicepresidenti Tory Maria Caulfield e Ben Bradley

Keystone
 
10
luglio
2018
18:56
ats

LONDRA - Dimissioni anche nella macchina organizzativa del Partito Conservatore britannico contro la svolta negoziale più morbida di Theresa May sulla Brexit. Ad annunciarle sono stati oggi due 'brexiteers' emergenti, Maria Caulfield e Ben Bradley.

Entrambi erano stati nominati appena pochi mesi fa dalla stessa premier e leader Tory nell'ambito di un precedente rimpasto, che aveva coinvolto i vertici del partito. Caulfield era stata indicata come vicepresidente delegata alla guida del movimento femminile Tory; Bradley, deputato appena trentenne, ma già coinvolto in diverse controversie per il suo spirito polemico, come vicepresidente responsabile dei giovani.

Un nuovo consiglio dei ministri per ripartire: indebolita, ma con una squadra più leale, Theresa May si mostra decisa a resistere, o almeno a galleggiare, dopo il clamoroso abbandono della nave di governo da parte di David Davis e Boris Johnson, e malgrado i venti di ribellione contro l'annuncio della sua 'svolta' negoziale più soft sulla Brexit (vedi suggeriti).

Il rimpasto ha prodotto se non altro una compagine dall'immagine più moderata e meno indocile, in particolare con la promozione agli Esteri del pragmatico Jeremy Hunt al posto di Johnson. Ma May si è coperta le spalle anche sul fronte euroscettico, indicando come nuovo ministro per la Brexit una stella nascente dell'ala Tory più risoluta sul divorzio da Bruxelles come Dominic Raab. E spera di poter tenere a bada i rivoltosi sbandierando di fronte all'assemblea dei deputati del gruppo Conservatore ai Comuni il solito spauracchio: o vi tenete il mio governo o si finirà per andare a elezioni anticipate per aprire probabilmente le porte di Downing Street al Labour neo-socialista di Jeremy Corbyn.

Articoli suggeriti

Il nuovo ministro degli Esteri britannico è il moderato Jeremy Hunt

Sostituirà Boris Johnson che si è dimesso in polemica con la svolta negoziale più soft sulla Brexit

Brexit: ancora dimissioni in segno di protesta

Il ministro degli Esteri lascia la carica in polemica contro la svolta negoziale soft sulla Brexit di Theresa May

Theresa May sceglie Raab al posto di Davis

Un altro "brexiteer" arriva al ministero per la Brexit al posto di colui che si è fatto da parte in aperta polemica con la premier

“Brexit soft”: il ministro Davis si dimette

Duro colpo per il governo di Theresa May: l'esponente euroscettico polemico per la posizione più conciliante nei confronti dell'Ue voluta dalla premier britannica

Edizione del 17 ottobre 2018
Segui il CdT sui social
Mobile
Scopri le offerte su misura per te
con la CdT Club Card
Top