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Terrorista neonazista condannata all'ergastolo in Germania

Il gruppo di cui faceva parte era accusato di 10 omicidi a sfondo razziale, e di una poliziotta tedesca, di due attentati dinamitardi e di rapine

Keystone
 
11
luglio
2018
10:58
ats

BERLINO - Il tribunale regionale di Monaco di Baviera ha condannato oggi all'ergastolo per una decina di omicidi a sfondo razzista Beate Zschaepe, unica terrorista sopravvissuta della cellula naeonazista NSU. Sotto processo con la 43enne c'erano anche altri 4 imputati, tutti condannati.

I terroristi dell'NSU (Nationalsozialistischer Untergrund, Clandestinità nazionalsocialista) erano sotto processo da 5 anni e il giudizio era atteso con estremo interesse dall'opinione pubblica tedesca e dalla stampa internazionale.

Il gruppo era accusato di 9 omicidi a sfondo razziale (8 immigrati turchi e 1 greco) commessi fra il 2000 e il 2006, dell'uccisione di una poliziotta tedesca nel 2007, di due attentati dinamitardi perpetrati nel 2001 e nel 2004 a Colonia che hanno provocato 23 feriti nonché di una quindicina di rapine.

La Corte d'appello ha stabilito oggi anche per Ralf Wohlleben una pena di dieci anni di carcere, per aver procurato le armi alla cellula criminale neonazista ed essersi reso corresponsabile dei delitti. Condannato a tre anni di detenzione Holger G., a due anni e sei mesi André E., mentre Carsten S. dovrà scontare tre anni di carcere minorile.

La Zschaepe, principale imputata, aveva vissuto in clandestinità per circa 14 anni con i suoi amici, Uwe Mundlos e Uwe Boehnhardt. Non ci sono indizi che abbia partecipato materialmente agli omicidi, ma per i giudici "era a conoscenza di tutto, ha condiviso gli atti, e a suo modo ha collaborato e co-guidato" la cellula.

Con la sentenza di oggi, si chiude uno dei processi più lunghi del dopoguerra tedesco, ma la difesa della Zschaepe ha già annunciato di voler impugnare la sentenza e chiedere la revisione davanti alla Corte suprema federale.

I difensori della donna avevano chiesto che la Zschaepe fosse rilasciata a piede libero, affermando che non era né un'assassina, né un'attentatrice. "Vi prego, non giudicatemi in rappresentanza di qualcosa che non ho voluto, né commesso", aveva chiesto lei stessa rivolgendosi ai giudici.

Beate Zschaepe è l'unica sopravvissuta del cosiddetto trio di Zwickau. I due complici si sono infatti suicidati il 4 novembre 2011 in una roulotte dopo una rapina fallita ad una banca, per non essere arrestati. Uwe Mundlos aveva 38 anni e Uwe Boehnhardt 34.

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