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Macedonia, per Zaev una "mission impossible"

Il difficile compito del premier Zoran Zaev di formare un governo convincente

AC
 
30
maggio
2017
06:00
Andrea Colandrea

SKOPJE (dal nostro inviato) - "Ci dispiace ma non è possibile avvicinarsi all'ingresso dell'Assemblea legislativa, abbiamo ordini di tenere lontano chiunque, anche la stampa". A poco più di un mese da quel 27 aprile scorso, in cui centinaia di manifestanti, spinti da gruppi di facinorosi legati ideologicamente all'area del partito conservatore VMRO-DPMNE, hanno messo in atto un violento attacco al Parlamento di Skopje ferendo deputati e poliziotti, il clima nella capitale della Macedonia pare essersi disteso. Il condizionale resta tuttavia d'obbligo.

La polizia non permette a nessuno di violare le regole imposte dall'alto. La sede istituzionale è transennata e per accedervi serve un permesso speciale. Questione di sicurezza. Tra gli stessi macedoni, dove il malcontento verso la classe politica è palpabile, si guarda con attenzione a quanto accade nelle alte stanze del potere, dove il presidente Gjorge Ivanov, circa una settimana fa, ha dato mandato al socialdemocratico Zoran Zaev di formare un nuovo governo.

Il reportage completo sul Corriere del Ticino di oggi.

Edizione del 16 ottobre 2018
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