logo

"Una battaglia senza sconti contro la corruzione"

OCCHI SULL'EST / (3. PUNTATA - ROMANIA) - ESCLUSIVA, PARLA IL PROCURATORE CAPO DEL DNA, LAURA CODRUTA KOVESI- Tangentopoli rumena: centinaia i politici indagati, molte le condanne nella più grossa inchiesta giudiziaria nella storia di questo Paese

CdT/AC
 
23
settembre
2016
06:00
Andrea Colandrea

BUCAREST (dal nostro inviato) - Laura Codruta Kövesi, 43 anni, è il magistrato più temuto e rispettato della Romania. Un autentico simbolo della giustizia, in una nazione che a ventisei anni dalla dittatura più sanguinaria d'Europa sta cercando di scrollarsi di dosso definitivamente il suo passato guardando con fiducia al proprio futuro, anche in virtù del suo statuto di membro dell'Unione europea dal primo gennaio 2007. 

La carriera di Codruta Kövesi in Magistratura si può definire fulminante: nel 2006 è stata eletta quale primo - e più giovane - procuratore generale donna della storia rumena, assumendo, sette anni dopo, anche il ruolo di procuratore capo del Dipartimento nazionale anticorruzione (DNA). Una nomina che Codruta Kövesi, secondo le parole del presidente Klaus Iohannis, ha saputo svolgere «con risultati impressionanti» durante il suo primo mandato triennale. Un mandato che, non a caso, le è stato rinnovato per altri tre anni dallo stesso presidente, che sa di poter contare su una personalità dalle qualità eccezionali, nonostante le inevitabili critiche emerse soprattutto in seno ad una parte del mondo politico, che la ritiene inflessibile, vittima di protagonismo e perfino giustizialista. Le cifre mettono a nudo gli sforzi investigativi compiuti: centinaia di funzionari dello Stato, politici di alto rango, rappresentanti del mondo dell'economia e dello sport, da quando Codruta Kövesi è al timone del DNA, sono finiti nelle maglie della Giustizia con accuse di corruzione: in molti casi sono stati processati e spesso sono stati incarcerati. In Romania, similmente a quanto è accaduto in Italia all'inizio degli anni Novanta con l'inchiesta Mani Pulite, è in atto un'azione giudiziaria senza precedenti nel settore pubblico e parapubblico, con l'obiettivo di ripulire le istituzioni dalla piaga della corruzione. 

Signora procuratrice , lei ha messo in atto un'azione giudiziaria senza precedenti nella storia della Romania. Che bilancio la potuto trarre , superato il giro di boa del primo rinnovo del suo mandato alla direzione del DNA? A che punto siamo?

«Il Dipartimento nazionale anticorruzione continua a fare quello che ha fatto durante il primo mandato che mi è stato assegnato. Continuiamo a indagare casi di rilievo che vedono coinvolte alte cariche pubbliche. Abbiamo promosso accuse contro ministri, deputati e senatori in carica, senza distinzioni. Dall'inizio dell'anno, in questo ambito, abbiamo già processato più di 770 persone. Abbiamo ottenuto la condanna di quattro parlamentari, tra cui un ex vice premier della Romania, incriminato per atti di corruzione mentre svolgeva il suo incarico (Codruta Kövesi si riferisce al recente clamoroso caso che ha investito Gabriel Oprea, n.d.r.)».

Centinaia di mandati di comparizione, altrettanti arresti - anche eclatanti - di politici, ex ministri, alti funzionari. Perfino l'allora premier Victor Ponta, come pure uomini d'affari, rappresentanti del mondo dello sport e dello spettacolo e perfino della giustizia. Ma la Romania è un Paese davvero più corrotto della maggior parte degli Stati dell'Unione europea?

«Ciò che conta è che è un Paese in cui la lotta contro la corruzione si rivela efficace, a partire da quella che si annida all'interno dello Stato. Le indagini che abbiamo svolto ci mostrano che il DNA è un'istituzione matura e che indaga seriamente contro la corruzione: senza sconti, anche tra le più alte cariche pubbliche. È sempre difficile fare confronti, in quanto il nostro sistema istituzionale non è lo stesso di altre nazioni. Inoltre non conosco il livello di corruzione che vige nei Paesi dell'Unione europea. Posso soltanto dire che uno dei problemi esistenti in Romania e che nell'ultimo decennio è apparso ben radicato, ovvero la corruzione nelle istituzioni (sono frequenti i casi in cui abbiamo fatto emergere la commistione tra interessi pubblici e privati), è stato risolto in modo efficace dal DNA. Ancora più importante, però, è che è cambiata la mentalità dei cittadini. Aumentano le segnalazioni dei tentativi di corruzione da parte di gente comune, e sono sempre più frequenti i casi di funzionari pubblici che non esitano a sporgere denuncia quando viene offerto loro denaro in cambio di favori. Le misure preventive verso la corruzione sono migliorate: quindi, in questo senso, in Romania si sono fatti progressi».

Una delle principali critiche che le è stata mossa nell'ambito delle sue inchieste anticorruzione è che quest'azione di pulizia venga condotta frettolosamente ( le cosiddette «manette facili») e in modo spesso anche spettacolare. Si pensi, per esempio, al clamore sollevato dall'arresto dell'ex ministro del turismo regionale Elena Udrea. Quale è la sua risposta?

«Rispettiamo sempre i diritti delle persone che stiamo indagando. Per questo motivo, il 93% dei casi in discussione è scaturito in condanne in fase processuale. Il fatto che l'interesse dei media e dei cittadini per le nostro indagini sia sempre molto alto, si spiega con il fatto che gli inquisiti, spesso, ricoprono o hanno ricoperto ruoli di primo piano in ambito pubblico. Vi sono effettivamente situazioni in cui le persone indagate e arrestate vengono filmate ammanettate all'ingresso di sedi istituzionali. Per esempio quando si presentano in tribunale su esplicita sollecitazione dell'autorità giudiziaria. Non capita soltanto qui al DNA. È semmai, però, compito delle televisioni «oscurare» quelle manette. Una persona che è stata fermata e che si trova in arresto preventivo, in qualsiasi parte del mondo, suppongo, subisce questa procedura. Non possiamo evitarlo. L'importante, però, è che come accade in tutti i Paesi, risultino rispettati tutti i suoi diritti fondamentali: il prevenuto deve potersi difendere, e cosa più importante, tutte le azioni che lo riguardano sono soggette al controllo del tribunale».

Dal momento che la tangentopoli rumena giunge venticinque anni dopo quella italiana, osservando quanto accaduto dopo l'inchiesta «Mani Pulite», si potrebbe dubitare che anche in Romania, da un punto di vista politico, reati come l'evasione fiscale, i falsi in bilancio, o l'appropriazione indebita, possano ritenersi debellati con l'intervento repressivo della Magistratura.

«Pur non conoscendo i particolari dell'inchiesta cui fa riferimento (chiede spiegazioni sul termine "Mani Pulite", n.d.r.) il lavoro del DNA ha un ruolo essenziale nella lotta contro la corruzione in Romania: sicuramente compiere indagini approfondite sui generi di reato in questione, condannando le persone che ne sono responsabili, è anche sempre più apprezzato in seno alla società. Certo, non credo che la corruzione in Romania potrà essere debellata soltanto attraverso arresti e condanne. Per prevenire i fatti di corruzione è necessaria una strategia a livello nazionale. Nei casi che abbiamo esaminato, i magistrati del DNA hanno potuto notare che molto spesso le stesse tipologie di reati si ripetono. Vi sono alcuni settori particolarmente vulnerabili alla corruzione: per esempio quello sanitario, dell'istruzione o degli appalti pubblici. Ciò dimostra, però, che non solo arrestando le persone sospettate di aver commesso illeciti, che hanno incassato tangenti o che le hanno date per proprio tornaconto personale, risolveremo i problemi contro la corruzione. Dobbiamo pensare anche alla prevenzione, educando i cittadini, e soprattutto i giovani, intervenendo alla radice».

LA VERSIONE INTEGRALE SUL CORRIERE CARTACEO DEL 23 SETTEMBRE

 

 

 

Articoli suggeriti

Romania scossa da tangentopoli

La sexy ex ministra Udrea torna in carcere dai domiciliari - Dietro le sbarre anche altre donne del mondo della giustizia ed economico-politico

Ondata anti-corruzione in Romania

Si è dimesso il giudice della Corte costituzionale Toni Grebla - Tutti i ministri indagati e finiti in carcere di recente

Edizione del 23 luglio 2018
Segui il CdT sui social
Mobile
Scopri le offerte su misura per te
con la CdT Club Card
Top