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“I rapporti con il Parlamento? Tesi e complicati”

Parla il presidente del Governo Claudio Zali – Su Pronzini: "È un comunista con il Rolex" - Sui ristorni e le relazioni con l'Italia: "Scrivere lettere serve a poco"

 
25
giugno
2018
06:00
Gianni Righinetti

BELLINZONA - Il presidente del Governo Claudio Zali lo abbiamo incontrato nell'ultimo giorno di permanenza sulle Isole di Brissago dove la direzione del Dipartimento del territorio si è trasferita per una settimana. L'appuntamento è nei pressi di Brissago per il trasferimento. Zali arriva in moto, al molo c'è la sua segretaria, mentre il collaboratore personale Luca Veronese è partito di buon mattino, con la barca che porta sul paradiso naturale delle isole i giardinieri. Cinque minuti e siamo già al molo, due passi e le ampie sale della villa con soffitti e pavimenti in legno da favola splendono con il sole che entra dalle vetrate. L'ufficio di Zali è un semplice tavolo, una comune sedia, il computer e qualche mappetta di fogli essenziali per l'attività di quel giorno. E sull'isola c'è stato anche il Governo in corpore, e si sono tenuti diversi incontri. Azioniamo «registra» sull'iPad per un'intervista a ruota libera: il clima in Governo, il rapporto con il Parlamento e i dossier più caldi.  Intervista a tutto campo al presidente del Governo Claudio Zali 

Come valuta il clima all'interno dell'Esecutivo?
«È buono e lo dico con grande soddisfazione. Partecipare alle riunioni settimanali è un piacere. Si è creato un clima di fiducia reciproca e si fa un buon lavoro in sede di preparazione all'interno dei dipartimenti».

E i rapporti tra voi e il Gran Consiglio come li descriverebbe?
«Non ho mai seduto in Parlamento in passato per cui non ho termini di paragone. Quello che vedo io sono rapporti tesi e complicati».

Cosa intende?
«Un esempio: il tempo dedicato, con perizie giuridiche e ipotesi di azione di risarcimento, ad un rimborso forfetario di 300 franchi mensili che non ci siamo attribuiti noi è il segnale inequivocabile che qualcosa non funziona. Dal mio punto di vista vuol dire avere perso di vista le priorità di un Paese. Si perdono mesi su una cosina, senza nemmeno decidere, trascurando lo Stato e i cittadini come centro delle priorità dell'azione politica. E dimenticando che il Consigliere di Stato non è un approfittatore o un privilegiato, ma una persona che si prodiga nell'interesse del Cantone».

Perché ci sono parlamentari che reputano eccessivo il vostro stipendio?
«La cosa ridicola è che "in camera caritatis" affermano regolarmente che a fronte dell'impegno e delle responsabilità siamo semmai sottopagati, ma poi pubblicamente non hanno il coraggio di ribadirlo e si lascia spazio alla tesi secondo cui saremmo dei privilegiati».

In particolare lei non le ha mandate a dire a Matteo Pronzini, è stato un po' lui a dare il via alla battaglia sui rimborsi e non solo. Cosa rimprovera al deputato dell'MPS?
«Pronzini non è un problema. Nel nostro sistema democratico c'è posto anche per un comunista con il Rolex. È stato eletto ed è legittimo che porti avanti le sue idee».

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