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Dopo 80 anni arriverà una gioia?

OTTAVI DI FINALE - La Svizzera non vince una sfida ad eliminazione diretta dai Mondiali del 1938 in Francia

 
02
luglio
2018
13:13
M.P.

SAN PIETROBURGO (dal nostro inviato) – Il freddo, dicono, domani dovrebbe lasciare spazio a temperature più miti. Ma intanto a San Pietroburgo piove. Lungo il fiume soffia un vento gelido. Sembra inverno e non basta una passeggiata al Giardino d'estate per ritrovare un po' di sole e calore. Ed è proprio qui, nella vecchia Leningrado, che la Svizzera cercherà una storica qualificazione ai quarti di finale. Una missione difficile ma non impossibile, considerando il valore della Svezia e le qualità dei nostri. Ma le statistiche ci ricordano che non vinciamo una sfida ad eliminazione diretta dal lontanissimo 1938. Aspettiamo di esultare da 80 anni, insomma. Nell'attesa e nella speranza di abbandonarci alla festa domani sera, camminiamo lungo il viale della memoria e riviviamo le sfide del passato.

Gli anni '30

La Svizzera non partecipò alla prima edizione della Coppa del mondo, nel 1930. Ma c'era quattro anni più tardi in Italia. Allora si cominciava direttamente dagli ottavi. I rossocrociati superarono l'Olanda con il punteggio di 3-2. Era il 27 maggio e si giocava a Milano. Gli elvetici si portarono sull'1-0 e poi sul 2-1 con Kielholz, mentre Abegglen firmò il 3-1. Al turno successivo gli elvetici vennero eliminati dalla Cecoslovacchia futura finalista: era il 31 maggio, la partita si disputò a Torino e finì 3-2. Peccato, perché la Svizzera andò in vantaggio con il solito Poldi Kielholz e trovò il 2-2 con Jäggi. Nel 1938, in Francia, la Svizzera sconfisse la Germania nazista agli ottavi. Al Parco dei Principi di Parigi la partita finì 1-1, con Abegglen che rispose al vantaggio avversario. Era il 4 giugno. All'epoca non esistevano i rigori e così, cinque giorni dopo, si giocò il replay. I tedeschi si portarono subito sul 2-0 illudendosi di qualificarsi, ma i rossocrociati reagirono segnando 4 gol (Walaschek, Bickel e doppietta di Abegglen). La corsa della Svizzera si interruppe ai quarti: 2-0 contro l'Ungheria.

Gli anni '50

La Seconda Guerra Mondiale interruppe bruscamente la storia dei Mondiali. Si riprese a giocare nel 1950, ma la Svizzera non superò la prima fase. Nel 1954 la Coppa del mondo venne organizzata dal nostro Paese. I rossocrociati superarono brillantemente la fase a gironi qualificandosi ai quarti (la formula non prevedeva gli ottavi). Avversario, l'Austria. Si giocava a Losanna, il 26 giugno. Il caldo era opprimente e diversi calciatori svizzeri – già piuttosto affaticati dalle partite precedenti – ne soffrirono parecchio. Gli elvetici iniziarono benissimo e si portarono addirittura sul 3-0. Ma la reazione delle aquile fu veemente (tre reti in altrettanti minuti) tant'è che alla fine l'Austria si impose con un incredibile 7-5.

Gli anni '90

La Svizzera ritornò a disputare un Mondiale 28 anni dopo l'ultima volta (Inghilterra '66) e si qualificò alla fase ad eliminazione diretta per la prima volta dopo 40 anni. Agli ottavi, a USA '94, ci toccò la Spagna. Una delle favorite alla vittoria finale. I rossocrociati avevano ben figurato nella fase a gironi (storico il 4-1 alla Romania) ma non avevano più molta benzina nelle gambe e diversi giocatori sembravano aver nostalgia di casa. In più Alain Sutter, uno dei nostri elementi di punta, era indisponibile. Finì 3-0.

Gli anni Duemila

Veniamo alla storia recente. Nel 2006 combinammo un bel pasticcio contro l'Ucraina. Il 26 giugno, a Colonia, eravamo tutti convinti di passare l'ottavo. Ma la Svizzera mancò completamente l'approccio alla gara e non riuscì a combinare granché. Dopo 120 minuti senza acuti e reti, la gara si trascinò ai rigori. Köbi Kuhn ebbe la malsana idea di sostituire Alex Frei – uno specialista dal dischetto – a tre minuti dal termine. Dagli undici metri sbagliarono Streller, Barnetta e Cabanas. Nel 2014, in Brasile, ci toccò la fortissima Argentina. Gli elvetici disputarono forse la miglior partita dell'era Hitzfeld eppure non bastò per firmare l'impresa. Ad un niente dai rigori Lichtsteiner perse malamente un pallone, offrendo a Messi la possibilità di andarsene in contropiede e liberare Di Maria per il gol. Incredibile l'epilogo del match, con il palo di Dzemaili all'ultimissimo respiro e il conseguente rimpallo. Due anni fa, agli Europei francesi, l'ultima sfida ad eliminazione diretta gettata alle ortiche: contro la Polonia la Svizzera toppò il primo tempo, poi si riprese e riuscì ad arraffare l'1-1 nel finale. I polacchi però tennero botta e trascinarono la sfida ai rigori. L'esercizio dal dischetto ci costò la qualificazione; decisivo l'errore di Granit Xhaka.

 

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