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Scandalo AutoPostale, i vertici sapevano

La dirigenza della Posta era a conoscenza delle operazioni contabili illecite almeno dal 2013 - AutoPostale si è accaparrata con l'inganno sovvenzioni federali

Zocchetti
 
08
febbraio
2018
13:33
ats

BERNA - I vertici della Posta erano a conoscenza delle operazioni contabili illecite presso AutoPostale (Vedi Suggeriti) da anni. Lo dimostra una nota interna confidenziale del 2013, pubblicata oggi dal Blick. Il documento, di cui l'Ats ha ottenuto una copia, è indirizzato tra gli altri all'allora presidente del consiglio di amministrazione (cda) Peter Hasler e alla direttrice della Posta Susanne Ruoff. Vi si menzionano "sovvenzioni trasversali a spese dei settori finanziati dall'ente pubblico". Dato che le regole relative ai settori sovvenzionati impediscono di includere gli utili nei prezzi, AutoPostale non ha la possibilità di definire autonomamente le entrate, si legge nella nota dell'autorità di revisione interna. È per questo che i trasferimenti di costi sono stati effettuati a spese del trasporto finanziato dalle collettività.

Stando al documento, tali pratiche sono state avallate dalla direzione di AutoPostale: nel 2011 le sovvenzioni trasversali ammontavano a 11 milioni di franchi, l'anno successivo a 19 milioni. Queste cifre coincidono con i dati contenuti nel rapporto dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT), che l'altro ieri ha rivelato le operazioni illecite.

Il cda non ha reputato necessario intervenire. Dal canto suo, Ruoff lo ha fatto solo nel 2017 dopo un incontro con il direttore dell'UFT Peter Füglistaler. L'Ufficio si era battuto invano per circa un anno per accedere all'insieme della contabilità di AutoPostale.

In una mail, la portavoce dell'ex regia federale Jacqueline Bühlmann ribadisce quanto già indicato da Ruoff in una conferenza stampa l'altro ieri: la direttrice della Posta è venuta a conoscenza dei rimproveri dell'UFT per la prima volta lo scorso mese di novembre. Il documento segreto getta anche luce sulle ragioni per cui la filiale della Posta, che appartiene al 100% alla Confederazione, si sia accaparrata con l'inganno sovvenzioni federali. La direzione di AutoPostale, "considerati gli obiettivi di redditività definiti, non vede altre alternative".

Tuttavia, la Posta in una presa di posizione chiesta dall'ats, smentisce che vi siano direttive quanto all'utile da realizzare. Il gigante giallo parla piuttosto di "obiettivi accordati in comune" tra vertici della filiale e della Posta. Tali obiettivi sono stati discussi e negoziati assieme tenendo conto dell'andamento dei mercati.

Nel pomeriggio è inoltre pervenuta la presa di posizione del presidente del Consiglio di amministrazione Urs Schwaller. "Fin dall'inizio delle indagini mi confronto assiduamente con la direttrice generale. Oggi ho discusso la situazione ancora una volta in modo approfondito sia con la direttrice generale e la task force interna sia con gli esperti esterni", ha dichiarato Schwaller. "Il Consiglio di amministrazione appoggia le misure avviate per fare piena luce sull'accaduto per tutto il periodo interessato e a breve deciderà sui prossimi passi da intraprendere in base ai risultati attuali delle indagini in corso e informerà in merito. Al fine di garantire l'obiettività dell'indagine esterna dopo le accuse degli ultimi giorni e delle ultime ore, gli esperti esterni incaricati riferiranno direttamente al presidente del Consiglio di amministrazione", ha concluso il presidente del Consiglio d'amministrazione della Posta. 

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