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Un poker di chef ticinesi conquista la Capitale

Secondo appuntamento per S.Pellegrino Sapori Ticino: a Berna un mix di ricette tra tradizioni locali e sapori del mondo

 
12
aprile
2018
18:01
Carlotta Girola

BERNA -  Piatti che parlano di mondo, ma che non dimenticano il Ticino: è questo il filo rosso del menù presentato ai 90 ospiti dello Schweizerhof Hotel di Berna, dove, mercoledì sera, S.Pellegrino Sapori Ticino ha portato l'alta enogastronomia rosso-blu tra i gourmand bernesi. Dopo il primo appuntamento di Zurigo, solo tre giorni fa, ad accogliere il festival internazionale è stato un altro elegante membro degli Swiss Deluxe Hotels, lo Schweizerhof Hotel, che per una notte ha "prestato" il talento del suo chef, Silvan Durrer, agli ospiti. A realizzare il menù di gala sono stati nomi ormai noti e apprezzati agli ospiti delle cene, come Egidio Iadonisi (Swiss Diamond Hotel, Vico Morcote), Mattias Roock (una stella Michelin al Castello del Sole di Ascona) e Mauro Grandi (The View Lugano), ma anche una new entry: Andrea Muggiano di Moncucchetto a Lugano.

Gli chef, ispirandosi al tema della manifestazione nel 2018, hanno presentato un percorso gastronomico composto da un mix di suggestioni e profumi in omaggio a Paesi lontani, ma anche a quelli di casa, volendo portare l'eccellenza ticinese anche oltre Gottardo. Ad accompagnare i piatti della serata, alcune etichette d'eccellenza del "Ticino da bere": i vini della Tenuta Castello di Morcote si sono presentati al pubblico bernese in veste bianca, esaltando i primi due piatti a base di pesce, grazie ad un abbinamento elegante tra sapori di mare e Castello di Morcote bianco. Col Castello di Morcote e Pio della Rocca, invece, i sapori più strutturati del risotto e della carne hanno trovato il loro connubio ideale. Infine, il Sémillon ha sposato alla perfezione il dessert esaltandone i profumi.

Si è iniziato col piatto di Mattias Roock: astice, curry, piselli, chutney di frutta e germogli. "Mi sono ispirato alla natura che in primavera si risveglia e cresce, infatti ho usato i germogli, i bacelli e poi i piselli, seguendo il ciclo della natura, dalla terra al piatto", ha raccontato Roock, aggiungendo che: "La frutta per la chutney proviene direttamente dal giardino del Castello del Sole, un tocco ticinese che non guasta mai, e poi ho voluto aggiungere il profumo del curry che ricorda l'Oriente". La seconda portata, studiata per la serata dall'estro passionale e fantasioso di Egidio Iadonisi, ha visto arrivare in tavola il trancetto di filetto di black cod al vapore, salsa cocco e lemongrass, e barba dei frati. "Per creare un piatto, amo giocare coi colori della stagione", ha spiegato Iadonisi, "e stavolta ho unito prodotti internazionali come il black cod australiano e i sentori asiatici della salsa al cocco con la chips di polenta in omaggio al nostro Ticino".

Anche Mauro Grandi ha proposto un mix tra globale e locale con il suo riso Gallo Gran Riserva, filetti di mandorle tostate, arancia sanguinella e foie gras d'oca scottato: partendo dalla tradizione francese del foie gras, uno dei must della cucina più classica, Grandi ha pensato di unirlo a un piatto sempre apprezzato oltre Gottardo, visto che il Ticino è "la patria svizzera del risotto". Andrea Muggiano ha invece proposto il suo lombo di vitello in lenta cottura profumato al pepe di Kampota, salsa al Nocino e fantasia di ortaggi. "Con questo piatto sono riuscito a unire territorio e mondo, per rendere onore al tema di S.Pellegrino Sapori Ticino 2018. Partendo da una carne svizzera, passando attraverso un prodotto che viene da lontano (il pepe di Kampota è un'eccellenza cambogiana che proviene da un'azienda gestita proprio da un ticinese in loco, ndr), sono arrivato alla salsa al Nocino e, quindi, sono virtualmente tornato a casa." Molto apprezzato anche il dolce, tocco finale di Silvan Durrer che, da buon padrone di casa, ha regalato agli ospiti la ciliegina sulla torta di una serata davvero speciale.

Prossimo appuntamento, il 16 aprile a Ginevra.

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