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Scrive “sporco bugiardo”: assolto

Il Tribunale federale rimanda al mittente il ricorso del granconsigliere turgoviese Germann Lei, insultato sul web

Archivio CdT
 
08
maggio
2018
06:00
Giorgia Von Niederhäusern

BERNA - «Sporco bugiardo», «scemo», «criminale»: sono gli epiteti rivolti nell'aprile 2016 su Facebook al granconsigliere turgoviese dell'UDC Hermann Lei. L'autore, un ex informatico 61.enne beneficiario della rendita AI, per il Tribunale federale non va punito. Nella loro sentenza del 24 aprile, i giudici di Mon Repos hanno infatti deciso di non entrare nel merito di un ricorso di Lei e respingere un ricorso del Ministero pubblico del Canton Zurigo. I termini esaminati - «Dreckslügner» (sporco bugiardo), «Dummkopf» (scemo), «Dumm, Dümmer am Dümmsten (stupido, più stupido, il più stupido di tutti) e «Krimineller» (criminale)- sono stati pubblicati nella lingua di Goethe in una pagina di Facebook intitolata «Anti SVP - Stoppt den Wahnsinn» (Anti UDC - fermate la follia). Le parole rivolte all'avvocato ed esponente dell'UDC turgoviese sono legate al caso che nel gennaio 2012 portò alle dimissioni dell'allora presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Philipp Hildebrand e per il quale Lei fu dichiarato colpevole, assieme a un informatico della banca Sarasin, di violazione del segreto bancario. Ai due, nel 2016, sono state inflitte delle pene pecuniarie con la condizionale per aver trasmesso alla stampa dati confidenziali. Informazioni che riguardavano un'operazione speculativa eseguita nel 2011 dall'ex moglie dall'allora direttore della BNS: l'acquisto di 500.000 dollari poco prima che la Banca nazionale fissasse il cambio minimo di 1,20 franchi per 1 euro. Nel dicembre dello stesso anno, il 61.enne autore del testo in Facebook era stato condannato dal Tribunale distrettuale di Meilen (ZH) per ripetuta ingiuria ad una pena pecuniaria (15 aliquote giornaliere da 60 franchi l'una) con la condizionale e a pagare una multa di 300 franchi. Nel settembre 2017 il Tribunale d'appello cantonale di Zurigo ha però ribaltato le cose scagionando l'imputato. Una decisione che ha portato Lei e il Ministero pubblico zurighese a fare ricorso, chiedendo al TF di rivedere la sentenza e di concedere al politico un indennizzo di 800 franchi. Nulla da fare. Per il TF la decisione dei giudici zurighesi era giusta. La ragione principale: le parole usate nei confronti di Lei vanno lette in un contesto di dibattito politico di portata nazionale.

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