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Misure d'accompagnamento, “comprensione da parte dell'UE”

Così il consigliere agli Stati ticinese Filippo Lombardi sulle discussioni per un accordo istituzionale con Bruxelles

Archivio CdT
 
06
luglio
2018
11:44
ats

BERNA - C'è comprensione, almeno da parte della delegazione del Parlamento europeo responsabile dei rapporti con la Svizzera, circa l'importanza delle misure di accompagnamento per la Confederazione, tuttavia essa crede che sarebbe buona cosa avere un accordo quadro entro quest'anno. È quanto dichiara oggi a Keystone-ATS il "senatore" Filippo Lombardi, recatosi a Strasburgo nei giorni scorsi in qualità di presidente della Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati.

L'incontro, il 37esimo finora, con la delegazione europea e quella elvetica si è tenuto il 4 e 5 luglio nella località francese. Durante le discussioni si è parlato "ovviamente delle trattative in corso tra Svizzera e Unione europea volte alla conclusione di un accordo istituzionale".

Secondo Lombardi, i delegati del Parlamento europeo si sono detti soddisfatti dei progressi fatti finora a livello di risoluzione delle vertenze tra Svizzera e Ue, mediante l'istituzione di un tribunale arbitrale, e a livello di aiuti di Stato. Insomma, per quanto riguarda i due maggiori ostacoli si è a buon punto.

Pomo della discordia, come indicato tra l'altro ai media mercoledì scorso dal consigliere federale Ignazio Cassis che ha fatto il punto sulla situazione, sono le misure collaterali adottate dalla Confederazione destinate alla protezione dei lavoratori.

"In principio non vi era comprensione, ma spiegando loro l'importanza per la Svizzera, e soprattutto per i Cantoni di frontiera, di proteggere salari e condizioni sociali dei nostri lavoratori, il loro atteggiamento è cambiato", afferma il consigliere agli Stati ticinese.

Cassis ha spiegato che l'Unione europea vorrebbe da parte elvetica concessioni in merito alla misure di accompagnamento, che il Consiglio federale giudica però intoccabili. Tuttavia, secondo il ministro degli esteri si è "aperta una finestra di opportunità" per discuterne con Cantoni e partner sociali questa estate. Bisogna fare in fretta perché l'obiettivo rimane quello di concludere i negoziati in autunno, prima che inizi la campagna elettorale sia in Europa che in Svizzera, ha sostenuto Cassis.

Anche per Lombardi bisogna accelerare il processo negoziale, anche perché è in ballo il riconoscimento illimitato - ora è solo per quest'anno - entro dicembre da parte dell'Ue dell'equivalenza della regolamentazione svizzera in materia di mercati borsistici.

Alla luce anche di questo problema, che se non risolto rischia di danneggiare la piazza finanziaria elvetica, Lombardi si è detto fiducioso che alla fine si troverà una soluzione sulle misure fiancheggiatrici.

Quanto all'ipotesi di un piano "B" in caso di fallimento dei negoziati, l'idea di un grande accordo di libero scambio non ha convinto la delegazione del Parlamento europeo, ha aggiunto il "senatore" PPD. Abbiamo convenuto che una simile alternativa sarebbe svantaggiosa. Le nostre relazioni con l'Europa vanno infatti ben oltre il semplice scambio di merci, ha detto Lombardi.

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Edizione del 23 luglio 2018
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