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Aziende svizzere in Austria spiate dai tedeschi

Dal 1999 erano nel mirino dei servizi segreti della Germania - Alcuni dati sono stati ceduti a Washington

Keystone
 
08
luglio
2018
14:06
ats

ZURIGO - Vi sono anche aziende svizzere fra i circa 2000 obiettivi sorvegliati dal BND, i servizi segreti tedeschi, in Austria a partire dal 1999. L'indiscrezione arriva oggi dalle pagine del "SonntagsBlick". Circa tre settimane fa Vienna aveva preteso spiegazioni dalla Germania in merito allo spionaggio condotto per anni in territorio austriaco.

Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha confermato alla Keystone-ATS di essere a conoscenza dei fatti, ma non intende prendere posizione su casi concreti né commentare ulteriormente.

Secondo quanto emerso a metà giugno, Berlino teneva sotto controllo bersagli di ogni genere, tra cui ministeri, organizzazioni e imprese. Una volta portata alla luce dai media, la vicenda ha suscitato un polverone diplomatico e le reazioni stizzite degli austriaci non si sono fatte attendere. "L'estensione della sorveglianza era enorme", ha affermato il cancelliere Sebastian Kurz. "Spiare gli amici è inaccettabile", gli ha fatto eco il presidente Alexander Van Der Bellen.

Stando alle ricerche del "SonntagsBlick", l'intelligence della Germania vigilava su più di una dozzina di filiali in Austria di società elvetiche. Fra quelle menzionate dal domenicale vi sono Sandoz, la divisione generici del colosso farmaceutico basilese Novartis, il gruppo renano attivo nei trasporti e nella logistica Panalpina, il fabbricante zurighese di apparecchi per l'analisi di laboratorio Tecan e Bossard, azienda con sede a Zugo specializzata nelle tecniche di assemblaggio industriale.

Lo spionaggio, iniziato nel 1999, sarebbe durato almeno fino al 2006 e avrebbe toccato dati relativi a telefonate e a e-mail. Non è ancora chiaro cosa sia stato intercettato: potrebbe trattarsi "solo" di metadati - chi ha parlato con chi, quando e dove - ma potrebbero essere stati registrati anche i contenuti di conversazioni telefoniche e messaggi di posta elettronica. Se il tutto sia stato nel frattempo interrotto è un altro punto interrogativo che permane.

Il "SonntagsBlick" indica inoltre che parte delle informazioni raccolte è stata trasmessa alla NSA, l'organismo governativo americano che si occupa della sicurezza nazionale. Non solo: secondo Erich Schmidt-Eenboom, esperto del campo citato dal giornale, gli 007 tedeschi avrebbero agito proprio per conto degli Stati Uniti. "Sono certo" che questi due servizi d'intelligence abbiano anche sorvegliato obiettivi nella Confederazione, ha poi aggiunto.

I dati ottenuti segretamente, prosegue Schmidt-Eenboom, sarebbero serviti a Washington per assicurarsi un vantaggio competitivo per la propria economia. In questo caso, si tratterebbe di spionaggio industriale, inammissibile ai sensi della legge tedesca, evidenzia il settimanale svizzerotedesco.

Le società svizzere interessate hanno preferito non esprimersi, limitandosi a parlare di indagini in corso. Bocche cucite anche in seno al BND. Da parte sua, Claude Janiak (PS/BL), il presidente della Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCdG), che supervisiona l'intelligence a livello parlamentare, ha dichiarato sempre al "SonntagsBlick" di voler rivedere la collaborazione con il BND. In questo senso, un incontro è in agenda ad agosto con il capo del SIC.

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