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Pena inasprita in appello per un pedofilo

Dieci di carcere per un 53.enne svizzero che è stato accusato di aver abusato nel corso di 20 anni di otto bambini

Archivio CdT
 
19
ottobre
2018
14:18

ZURIGO - Il Tribunale superiore zurighese ha leggermente accresciuto oggi in appello, a 10 anni di carcere, la pena a carico di un 53.enne svizzero, accusato di aver abusato nel corso di 20 anni di otto bambini. L'anno scorso il Tribunale distrettuale di Dietikon lo aveva condannato a 9 anni e 4 mesi di prigione. Le parti possono ancora ricorrere al Tribunale federale. Tipografo di formazione, l'uomo - arrestato a fine gennaio 2015 dopo essere stato denunciato da due sue vittime - era animatore nell'organizzazione giovanile Cevi Schweiz (Unions chrétiennes suisses in francese, YWCA YMCA Switzerland in inglese; manca una denominazione in italiano). Egli cercava le sue vittime, tutti ragazzini molto timidi, in famiglie con problemi di varia natura, secondo la procuratrice incaricata del caso. Al processo di primo grado l'accusa aveva chiesto 13 anni di carcere, mentre la difesa auspicava una pena di tre anni al massimo in parte con la condizionale.

Gli abusi sono avvenuti tra il 1994 e il 2014, essenzialmente in casa dell'imputato, ma in singole occasioni anche a Einsiedeln (SZ), durante vacanze in Spagna e in un hotel in Germania. In genere gli atti sessuali sono cominciati quando i bambini avevano circa otto anni e in alcuni casi sono continuati fino a che avevano raggiunto i 14-15 anni. Nell'abitazione dell'animatore gli inquirenti hanno trovato migliaia di immagini e film a carattere pedopornografico. Secondo quanto è emerso nell'inchiesta l'uomo si faceva amici i genitori e ne conquistava la fiducia. "Con almeno una delle madri" ha anche avuto una relazione.

Il Tribunale superiore ha confermato in gran parte la sentenza di quello di primo grado del maggio 2017, contro i quali sia l'accusa che la difesa avevano presentato ricorso. L'imputato è stato ritenuto colpevole di ripetuti atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, pornografia e altri reati. Dovrà anche versare risarcimenti alle vittime e accollarsi le spese giudiziarie.

Interrogato oggi in aula, ha assicurato che la terapia ordinata dal tribunale distrettuale gli giova molto: grazie ad essa si è reso conto del male fatto alle sue vittime. Ciò non gli è tuttavia bastato per ottenere una riduzione della pena.

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