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Disoccupazione invariata, in Ticino è al 3,8%

A livello nazionale il tasso è fermo al 3,3% a fine gennaio, ma in flessione di 0,4 punti su base annua: lo riferisce la SECO

CdT
 
09
febbraio
2018
08:13
Red. Online

BERNA - Il tasso di disoccupazione si è attestato al 3,3% in Svizzera nel mese di gennaio, invariato rispetto a dicembre, ma in flessione di 0,4 punti su base annua. In Ticino la quota dei senza lavoro è del 3,8%, nei Grigioni dell'1,8%.

Stando ai dati diffusi stamani dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) alla fine di gennaio 149'161 disoccupati erano iscritti presso gli uffici regionali di collocamento (URC), 2507 in più di 31 giorni prima. Nel confronto su dodici mesi vi è stato un calo di 15'305 unità.

In Ticino i senza lavoro erano 6431: 271 in più di dicembre e 326 in meno di gennaio 2017, con un tasso rispettivamente in aumento di 0,1 punti e in ribasso di 0,2 punti.

Come noto dal giugno 2016 la SECO calcola i tassi di disoccupazione con un nuovo metodo, ciò che ha migliorato sensibilmente il quadro offerto dal Ticino, che ora appare avere un mercato del lavoro migliore di diversi cantoni - come Zurigo (3,6% in gennaio) - cui in passato è sempre stato secondo.

Quote di senza lavoro più elevate che a sud delle Alpi si registrano - oltre che a Zurigo - a Neuchâtel (5,6%), Ginevra (5,3%), Vaud (4,7%), Vallese (4,7%) e Giura (4,6%). Basilea Città (3,8%) eguaglia il dato ticinese, mentre i tassi più contenuti sono osservati in Obvaldo (0,9%), Uri (1,1%), Nidvaldo (1,2%), Appenzello Interno (1,3%) e Appenzello Esterno (1,7%). Gli altri cantoni si inseriscono tra questi due poli. Fra costoro figurano i Grigioni, che hanno 1971 disoccupati (+31 su dicembre, variazione percentuale nulla, e -146 su base annua, -0,1 punti).

Tornando ai dati nazionali, va rilevato come il tasso del 3,3% in dicembre e gennaio sia il più elevato da aprile. A titolo di confronto gli ultimi tassi annuali sono 3,0% (2014), 3,2% (2015), 3,3% (2016) e 3,2 (2017).

Fra i giovani la disoccupazione in gennaio era del 3,0% (nessuna variazione mensile, -0,6 annuo); i disoccupati di 15-24 anni erano 16'545. Tra i lavoratori ultra 50enni il tasso è del 3,0% (+0,1 mensile, -0,1 punti annuo) e il fenomeno interessa 39'977 persone.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro del 2,3%, gli stranieri del 6,2%. Fra questi ultimi le differenze sono notevoli: fermo restando che nessuna comunità può vantare valori inferiori a quelli relativi ai cittadini elvetici, lo scarto è ancora ridotto per tedeschi (3,6%), ma si fa già più consistente per gli italiani (5,7%) e i francesi (6,2%). Dati a due cifre vengono registrati per ungheresi (10,0%), polacchi (10,1%), slovacchi (10,8%), kosovari (11,1%), africani (11,2%) - che la SECO presenta nel loro insieme - e bulgari (14,4%). La quota per i 28 paesi dell'Ue (5,7%) è oltre il doppio di quella per gli svizzeri.

I dati diffusi dalla SECO si basano sulle persone effettivamente iscritte agli URC. La definizione è quindi diversa da quella dei disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi e che rende noto la sua stima trimestralmente: l'ultima disponibile - pubblicata a metà novembre - dà la disoccupazione in Svizzera nel terzo trimestre al 5,0%.

I disoccupati sono solo una parte del totale delle persone in cerca di impiego: quelle registrate presso gli URC in gennaio erano 213'125, 1107 in più rispetto al mese precedente e 13'736 in meno di un anno prima.

La SECO ha pubblicato anche gli ultimi dati disponibili relativi al lavoro ridotto, che in novembre ha interessato 1483 persone (-12,7% in confronto a settembre) e 162 aziende (-8,0%), per un totale di 103'185 ore perse (-10,0%). A titolo di confronto, nel novembre 2016 erano state registrate 338'224 ore perse, ripartite su 6204 persone in 565 aziende.

A novembre si riferisce anche l'ultima informazione riguardo alle persone che hanno esaurito il loro diritto alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione: erano 3205.

Edizione del 23 febbraio 2018
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