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Caccia e difesa antiaerea: il popolo dirà la sua

Un'eventuale votazione dovrebbe avere luogo al più tardi a fine 2020, prima della scelta del tipo di velivolo

Keystone
 
09
marzo
2018
14:30
ats

BERNA - Il popolo deve poter dire la sua sull'acquisto dei nuovi jet da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria. È la conclusione cui è giunto oggi il Consiglio federale, che chiederà al Parlamento di considerare il progetto - dal costo di 8 miliardi di franchi al massimo - di ampia portata affinché possa essere attaccabile mediante referendum. Un'eventuale votazione dovrebbe avere luogo al più tardi a fine 2020, prima della scelta del tipo di velivolo.

Nella sua seduta odierna, il governo ha deciso di sottoporre il Programma Air2030 al Parlamento sotto forma di una decisione programmatica. Secondo la legge sul Parlamento, le decisioni programmatiche sono decisioni preliminari che indicano come determinati obiettivi debbano essere perseguiti: se risultano di ampia portata, esse sono soggette a referendum.

L'ampia portata è data, indica una nota odierna del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), "dall'importanza fondamentale della protezione e della difesa dello spazio aereo per la sicurezza della Svizzera e dal considerevole onere finanziario per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo".

In tale contesto, i nuovi aerei da combattimento e un nuovo sistema di difesa terra-aria saranno presentati come un pacchetto di difesa aerea. L'acquisto degli F/A-18 (1993) e la proposta di acquisto dei Gripen (2014) erano già stati oggetto di votazioni popolari.

Nel suo comunicato il DDPS rammenta l'importanza di questo progetto per la sicurezza del Paese: gli aerei da combattimento F/A-18 raggiungeranno la fine del periodo di utilizzazione nel 2030, mentre già ora i rimanenti Tiger F-5 possono essere impiegati solo di giorno e con il bel tempo. Anche i sistemi di difesa terra-aria (Rapier, Stinger e DCA media) giungeranno prossimamente al termine della loro durata di utilizzazione.

Nell'attesa di un eventuale voto, il DDPS è stato incaricato di elaborare il progetto di decisione programmatica. conformemente alle decisioni di principio dell'autunno scorso. Il calendario prevede in seguito l'apertura di una consultazione e successivamente l'eventuale votazione referendaria il prima possibile, ma al più tardi nel 2020, ossia ancora prima che il Consiglio federale scelga un tipo di velivolo.

Agendo in questo modo, s'intende fare chiarezza in fretta evitando lavori di pianificazione inutili. In seguito il Consiglio federale potrebbe proporre l'acquisto al Parlamento verosimilmente col messaggio sull'esercito 2022.

Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) lancerà il referendum

Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) ha annunciato che lancerà il referendum contro l'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Critica tuttavia il modo di procedere del Consiglio federale. Il governo ha deciso oggi di sottoporre il Programma Air 2030 al Parlamento sotto forma di una "decisione programmatica". In un comunicato il GSsE giudica la scelta "non democratica" visto che in questo modo non vengono precisati i costi esatti e neppure il modello e il numero dei jet. Con questa variante il popolo non potrà decidere con cognizione di causa, sostiene il GSsE. Questo metodo fornisce al Consiglio federale un assegno in bianco, aggiunge la nota. Il GSsE ricorda che nel 2014 il popolo svizzero ha respinto l'acquisto di nuovi caccia Gripen per 3,1 miliardi di franchi.

Edizione del 23 giugno 2018
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