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Non sarà un'estate calda secondo il Böögg

Il pupazzo che simboleggia l'inverno è esploso a Zurigo dopo ben 20 minuti - In 3.500 hanno partecipato al corteo in costume

 
16
aprile
2018
18:30
ats

ZURIGO - Epilogo col botto anche quest'anno alla "Sechseläuten", la tradizionale festa delle corporazioni cittadine di Zurigo. La testa del Böögg, il pupazzo imbottito di petardi che simboleggia l'inverno, è esplosa in 20 minuti e 31 secondi dopo l'accensione della pira. Segno che l'estate sarà poco clemente.

Secondo la credenza popolare, una fine precoce del pupazzo alto tre metri e mezzo preconizza un'estate calda, mentre oltre i 15 minuti le previsioni non sono considerate buone. Durante l'intera giornata il cielo nella città sulla Limmat è stato coperto, ma non ha piovuto. Alle 15 è partito il corteo in costume con i carri allegorici, cui hanno preso parte circa 3.500 affiliati delle 25 corporazioni e 1500 invitati. Fra questi numerosi rappresentanti della politica, dell'economia, del mondo dello spettacolo e dello sport. Il consigliere federale Ignazio Cassis è ospite della corporazione dei fabbri ("Zunft zur Schmiden"), mentre il collega di governo Guy Parmelin ha fatto visita ai mugnai e fornai della "Zunft zum Weggen" (letteralmente la corporazione della michetta).

Da Basilea Città, cantone ospite della manifestazione, sono arrivati a Zurigo circa 470 invitati: fra questi figurano ad esempio la leggenda del calcio Karl Odermatt e DJ Antoine. Alla sfilata avrebbe dovuto prendere parte anche una scultura mobile dell'artista basilese Jean Tinguely: ma la rumorosa presenza di "Klamauk" (baccano, chiasso), un'opera del peso di 2,5 tonnellate, è stata cancellata a causa del clima incerto. Seguito da decine di migliaia di spettatori, il corteo si è diretto verso la piazza del Sechseläuten, dove il Böögg è stato eretto sopra un ammasso di fascine. Alle 18 il fuoco è stato appiccato e i cavalieri hanno iniziato a compiere i loro caroselli intorno al rogo in attesa dell'esplosione.

La tradizione pluricentenaria del "Sechseläuten" (letteralmente "suonare le sei") è legata agli scampanii della cattedrale Grossmünster, che segnavano la fine della giornata lavorativa: con l'inizio della primavera si smetteva alle 18 invece che alle 17. La festa della primavera, menzionata per la prima volta per iscritto nel 1525, viene celebrata nella forma attuale dal XIX secolo.

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