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Volontariato in crisi

VOTA IL SONDAGGIO - Calo di popolarità in Svizzera delle attività a favore della collettività - "Le persone non vogliono più impegnarsi a lungo termine"

Archivio CdT
 
28
maggio
2018
11:29
ats

ZURIGO - Il volontariato tradizionale è in calo di popolarità in Svizzera: le persone non vogliono più impegnarsi a lungo termine, né essere solamente degli esecutori. È quanto mette in risalto uno studio pubblicato oggi dall'Istituto Gottlieb Duttweiler (GDI), realizzato su mandato del Percento culturale Migros. È sempre più difficile trovare volontari e il loro numero diminuisce ogni anno, indica un comunicato. Ciò viene riscontrato nei settori più disparati: dalle società di musica ai Comuni, passando per i pompieri.

Questa situazione non indebolisce solamente le associazioni e altre istituzioni, ma minaccia anche la coesione sociale, sottolinea GDI. La tesi degli autori della ricerca - presentata a Rüschlikon (ZH) davanti a oltre 300 membri di ong e poteri pubblici - è che il declino degli effettivi non va letto come un'avversione nei confronti del volontariato, bensì come un cambio di paradigma.

Se da un lato si osserva la riduzione di questa pratica in senso classico e regolare, dall'altro vi è infatti un aumento della partecipazione a corto termine, legata a progetti. Per esempio, in una società che offre una moltitudine di opzioni, una quantità crescente di persone si adopera nella redazione di articoli su Wikipedia, aiuta in un giardino comunitario o prende parte a un programma con il coinvolgimento di migranti.

Stando a GDI, i volontari "non vogliono più essere solo lavoratori non retribuiti, ma avere anche un ruolo nella riflessione e nella decisione". Essi si concentrano ormai sugli obbiettivi e sul perché delle loro attività. Inoltre, il fatto che gli svizzeri siano sempre più mobili comporta un freno ai legami con la propria regione e dunque con il volontariato, che spesso si svolge a livello locale.

Alla mutazione contribuisce anche la digitalizzazione, che facilita gli scambi fra le persone interessate e l'esecuzione di numerosi compiti. A minacciare il lavoro volontario è invece l'automatizzazione, tramite robot in grado di rimpiazzare gli esseri umani.

In Svizzera quasi una persona su cinque svolge un'attività di volontariato, il che rappresenta 660 milioni di ore di lavoro non remunerato. L'Ufficio federale di statistica ne stima il valore in 34 miliardi di franchi. Secondo GDI, "uno Stato forte è spesso accompagnato da un significativo impegno sociale".

 

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