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Lo stadio finisce in panchina

Castione: non ci sono al momento più interessati a realizzare il nuovo rettangolo verde dell'Associazione calcio Bellinzona - Ce ne erano invece per costruire il palazzetto dello sport

Archivio CdT
Il DaiTicino di giuliniana memoria.
 
13
marzo
2018
05:00

CASTIONE - All'inizio fu il DaiTicino di Gabriele Giulini, ex presidente dell'Associazione calcio Bellinzona SA, inghiottito dal fallimento del centenario club cittadino. Poi, l'anno scorso, arrivò la società inglese con a capo un misterioso imprenditore italiano che si rese protagonista di un surreale tira e molla con il Municipio durato mesi ma di soldi nemmeno l'ombra. Entrambi i progetti per la realizzazione dello stadio nella zona industriale di Castione sono miseramente falliti. All'orizzonte non si intravvedono al momento altri possibili investitori, disposti a mettere sul tavolo almeno 100-150 milioni di franchi per regalare ai tifosi granata un moderno rettangolo verde sul quale giostrare una volta tornati nei campionati che competono loro.

Basket, volley e concerti
La conferma giunge da Renza De Dea, amministratrice unica della Bellarca SA, che detiene i diritti di compera sui terreni ad ovest della linea ferroviaria dove è prevista l'infrastruttura sportiva multifunzionale. «Il dossier è fermo, in quanto da parte nostra non abbiamo ricevuto richieste di potenziali interessati», spiega al CdT l'ex municipale di Locarno. La quale aggiunge che c'erano interessati anche a realizzare il palazzetto dello sport, per la pratica di diverse discipline sportive (basket e pallavolo in primis) nonché per organizzare concerti e manifestazioni.

I dettagli a pagina 14 del CdT in edicola oggi.

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