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Delitto Odescalchi, alla sbarra per favoreggiamento

A processo a Bellinzona il fratello di uno dei cinque condannati per il delitto di Chiasso dell'ottobre 2015 - Avrebbe aiutato il congiunto a nascondersi

Maffi
 
11
luglio
2018
10:45

BELLINZONA - Processo interessante oggi in Pretura penale a Bellinzona davanti al presidente Marco Kraushaar. Alla sbarra, con l'accusa di favoreggiamento, c'è il fratello di una delle cinque persone condannate per il delitto di via Odescalchi a Chiasso l'8 ottobre 2015 in cui perse la vita un 35.enne portoghese. Il 33.enne, cittadino svizzero di origine kosovara, secondo la procuratrice pubblica Pamela Pedretti ha messo a disposizione del fratello, la notte dei fatti, un telefono cellulare e l'appartamento della compagna (nel frattempo condannata per favoreggiamento) nel Bellinzonese per nascondersi. L'imputato si è trincerato dietro diversi "non ricordo" negando quanto gli viene rimproverato. Nelle prime fasi dell'inchiesta, ha affermato, "non volevo dire la verità perché temevo di perdere il lavoro. Io non ho fatto niente e non volevo essere coinvolto in quanto accaduto". L'uomo è difeso dall'avvocatessa Maria Galliani e dalla MLaw Valentina Faggi.

La pp ha chiesto la condanna del 33.enne a una pena pecuniaria sospesa di 70 aliquote giornaliere da 80 franchi ciascuna: "L'ha fatto per amore fraterno, infischiandosene delle nostre leggi". Mentre la difesa si è battuta per il proscioglimento. La sentenza nel pomeriggio. Anche se non è escluso che il giudice rinvii gli atti al Tribunale penale cantonale.

I dettagli sul CdT in edicola domani.

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