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Lega-UDC, tra amore e gelosia

L’accordo elettorale non decolla e le parti si studiano reciprocamente - Regna la prudenza: alla fine sarà matrimonio o rottura netta?

archivio CdT
 
11
ottobre
2018
06:00

BELLINZONA - I tempi stringono e che nel giro di pochi giorni Lega e UDC decideranno se formalizzare il matrimonio o se affrontare in solitaria le elezioni cantonali e poi quelle federali. Su entrambi i fronti regna la prudenza e, stando a nostre informazioni, la possibilità che le parti trovino un accordo presenta le medesima quotazioni di un esito negativo. Un 50 e 50 figlio delle rivendicazioni incrociate e dell'impressione che nessuna delle due forze politiche sia intenzionata a fare particolari concessioni. In gioco vi sono la lista unica per il Consiglio di Stato – di cui beneficerebbe in primis la Lega – e un'intesa per la corsa al Consiglio degli Stati il prossimo autunno, con i democentristi che punterebbero a un candidato unico con la propria casacca: Marco Chiesa.

Domenica 21 ottobre in via Monte Boglia i colonnelli si determineranno sulla questione e lo faranno alla vigilia della settimana decisiva, individuata da Lega e UDC per trovare o meno un'intesa. Ma se in casa leghista non c'è particolare fretta, diverso è il discorso per l'UDC. Martedì è andato in scena il Comitato cantonale del partito di Piero Marchesi, durante il quale le trattative sono state affrontate di transenna. «Abbiamo però fissato la data del 10 novembre per il Congresso cantonale» rileva Marchesi. Per poi precisare: «Sarà l'occasione per lanciare ufficialmente la campagna e, seppur senza fare ancora i nomi di eventuali candidati, indicare chiaramente la nostra strategia, con o senza Lega».

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