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Caso Rey, tutto fermo fino a settembre

A processo il chirurgo che nel 2014 asportò per errore due seni a una donna - Secondo la difesa, la Clinica Sant'Anna avrebbe presentato un rapporto firmato da un medico inesistente

Zocchetti
 
12
giugno
2018
10:06

LUGANO  - Si è aperto questa mattina a Lugano il processo nei confronti del dottor Piercarlo Rey, il chirurgo che l'8 luglio del 2014 asportò per errore (per uno scambio di paziente) due seni a una donna. Subito, in entrata, uno dei suoi avvocati, Renzo Galfetti, ha chiesto la sospensione e il rinvio del processo. "Sono anni - ha tuonato il legale - che il dottor Rey chiede l'assunzione di materiale probatorio che non è stato preso in considerazione dall'accusa". Per Galfetti (che ha iniziato l'udienza con una vera e propria arringa) Rey è inoltre stato sottoposto a "un massacro" e a "un processo pubblico allucinante" da parte della stampa. 

"Rey non poteva decidere nulla"

L'avvocato Galfetti ha poi prodotto il "contratto di accreditamento" stipulato dal dottor Rey con la Clinica Sant'Anna, dove si è compiuto l'errore medico. "Dal contratto - ha sottolineato il legale - si capisce che aveva un ruolo subordinato all'interno della clinica. Non poteva decidere nulla". Questo per far notare che a suo dire ci sarebbero responsabilità anche da parte dell'ospedale (che però non è chiamato in causa a livello penale). Responsabilità della clinica che erano tra l'altro già state - in modo più o meno diretto - al centro del processo, tenutosi il mese scorso (Vedi Suggeriti), che vedeva imputati quattro giornalisti del Caffè, accusati di diffamazione da parte della Clinica Sant'Anna. Giornalisti che erano poi stati prosciolti.

"Un medico fantasma"

La difesa ha poi subito sollevato una questione che potrebbe diventare centrale in questo processo. Alle autorità (al DSS) era infatti stato presentato un rapporto in cui si sosteneva che in sala operatoria l'equipe avrebbe dovuto applicare il "time out", il sistema - utilizzato un po' in tutto il mondo - che permette di evitare scambi di paziente prima che l'intervento chirurgico inizi. "Ma il cosiddetto time out - ha spiegato Galfetti - è stato introdotto alla Sant'Anna solo successivamente". E quel rapporto, per la difesa, sarebbe stato firmato da un medico inesistente: "Un medico fantasma designato dalla Clinica" ha detto Galfetti (in proposito vedi la presa di posizione del DSS nel box qui sotto).

Infine ha preso la parola Tuto Rossi, che ha chiesto la possibilità di sentire in aula diverse persone in qualità di testimoni. Tra di loro anche l'altro medico e l'anestesista nonché il direttore sanitario della clinica e perfino il giudice Mauro Ermani (presidente della Commissione di vigilanza sanitaria). Questo perché, secondo l'avvocato, il dottor Rey non può essere considerato l'unico responsabile dell'accaduto. Il processo è così stato sospeso perlomeno fino a luglio, riprenderà il 20 settembre. Il giudice Pagnamenta deciderà se dar seguito a questa richiesta oppure andare avanti seguendo il decreto d'accusa del pp Paolo Bordoli.

 

Le precisazioni del DSS sul medico "fantasma"

Il Dipartimento sanità e socialità, in un comunicato diffuso in serata, ha preso posizione sul cosiddetto medico "fantasma" (vedi articolo principale), rendendo noto che fornirà, se richiesto, le precisazioni del caso direttamente al giudice penale. Lo stesso DSS specifica di aver ricevuto "diverse sollecitazioni volte a chiarire la presunta presenza, in occasione di un'ispezione di vigilanza, di un medico in realtà inesistente". Considerato il processo penale in corso, il Dipartimento ha deciso che per ora non fornirà pubblicamente altre precisazioni, ma di voler chiarire la circostanza in questione, se richiesto, all'istanza giudiziaria competente.

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