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Rancate fino al 2019 e per il futuro si valutano altre ipotesi

Procedura di riammissione semplificata in Italia: si cerca una soluzione definitiva per l'ubicazione del centro unico

Zocchetti
 
10
luglio
2018
16:58
Red. Online

BELLINZONA - Per i migranti in procedura di riammissione semplificata in Italia si cerca una soluzione definitiva. Assodato il prolungamento dell'operatività del centro temporaneo di Rancate fino alla fine del 2019, con opzione per il 2020, il Consiglio di Stato, in una nota odierna ha fatto sapere che "parallelamente alla costruzione del nuovo Centro federale per l'asilo (CFA) si valuteranno possibili ubicazioni del Centro unico per migranti in procedura di riammissione semplificata, al fine di trovare una soluzione logistica definitiva". Inoltre "il mandato attribuito all'attuale agenzia di sicurezza privata che si è aggiudicata il concorso del gennaio 2017 scade alla fine dell'anno - si legge nel comunicato -. Un nuovo bando di concorso sarà pubblicato nel corso della prossima settimana".

"Durante il 2017 - scrive il CdS - non si sono ripetuti i numeri di entrate illegali registrate nel corso del 2016, ciononostante è ipotizzabile che anche in futuro i migranti continueranno a percorrere le rotte attraverso l'Europa centrale e questo comporterà una costante sollecitazione alla frontiera sud. In base alle proiezioni degli arrivi si conferma l'intenzione generalizzata dei migranti a non chiedere più sistematicamente asilo, bensì quella di usufruire della Svizzera unicamente quale corridoio di transito.

Il capillare ma costante arrivo di migranti sul nostro territorio necessita dunque la presenza di una collocazione degna e rispettosa delle persone, le quali all'interno della struttura possono rifocillarsi, riposare e usufruire di servizi igienici. Grazie alla sua modularità il Centro di Rancate permette inoltre di separare i migranti ritenuti bisognosi di attenzioni particolari (donne sole e minorenni non accompagnati) e offre degli spazi per le famiglie con figli minorenni. La Commissione nazionale per la tortura (CNPT) ha visitato senza preavviso il Centro senza rilevare criticità insormontabili.

In tal senso, il Centro unico temporaneo di Rancate continua a rispondere alle necessità per quei migranti che non richiedono asilo alla Confederazione e le cui pratiche di riammissione semplificata non possono essere evase entro la chiusura notturna degli uffici della Polizia di frontiera italiana, con la quale la collaborazione continua a essere ottima. Con questa disposizione s'intende quindi rispondere in modo adeguato e proporzionale al contesto attuale e agli scenari futuri, nell'ottica della continuità e secondo le positive esperienze riscontrate dall'apertura del Centro. Il Dipartimento delle istituzioni ha pertanto adottato una serie di misure che permettono di ottimizzare ulteriormente i costi di gestione del Centro unico di Rancate e quelli legati alle attività svolte dalla Protezione civile (PCi). Sono in effetti state rivalutate le prestazioni relative all'agenzia di sicurezza e a tutti gli aspetti logistici in modo da renderle flessibili e adattabili al numero di migranti giornalmente alloggiati. Tali accorgimenti hanno permesso una riduzione del 50% dei costi fissi".

Edizione del 20 luglio 2018
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