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Scarcerati e scomparsi

Nessuna traccia dei due imputati per droga che dovevano presentarsi ieri in aula - Critiche di Ermani verso la decisione di lasciare a piede libero i giovani

Foto Maffi
Il giudice Mauro Ermani
 
09
ottobre
2018
06:00
Ma.Mi

CHIASSO - «Stiamo mandando un bel messaggio in Albania, dicendo che si può venire in Svizzera, portare su un po' di droga che tanto poi vieni scarcerato dopo un paio di settimane e torni a casa». Il tono del presidente del Tribunale penale, Mauro Ermani, è stato indubbiamente polemico nel commentare la decisione di scarcerare, in attesa del processo, i due imputati che sarebbero dovuti comparire ieri in aula ma dei quali non si è vista nemmeno l'ombra. Il procuratore presente in rappresentanza del Ministero pubblico, Zaccaria Akbas, non ha potuto dare spiegazioni in merito alla decisione di scarcerare gli imputati in quanto il caso gli è stato lasciato in eredità dall'ex procuratore generale John Noseda, che ha guidato l'inchiesta.

Al centro dello scambio di opinioni sono due giovani albanesi di 25 e 27 anni che alla fine del 2016, a Chiasso, hanno acquistato 150 grammi di cocaina, 1 chilo di marijuana e 5 grammi di eroina. Parte della sostanza è poi stata rivenduta o barattata in cambio di alloggio a casa di un noto spacciatore locale. I due uomini sono stati fermati il 14 dicembre quando sono stati posti in carcerazione preventiva fino al 13 gennaio 2017. Giorno in cui sono stati liberati malgrado il rischio di fuga, come ha fatto notare ieri Ermani che quest'anno ha già avuto aspri confronti con Noseda prima che andasse in pensione. Quest'ultimo, in un processo dello scorso febbraio, lo ha ricusato, mentre il giudice ha preteso che Noseda rifacesse l'inchiesta in questione.

I giovani non hanno lasciato un indirizzo dove venir rintracciati, ha raccontato in seguito l'avvocato di uno dei due Lea Kaufmann. Solo un numero di telefono con prefisso albanese al quale risponde quello che probabilmente è il fratello del 25.enne che, una volta che l'avvocato si identifica nell'intento di comunicare al proprio assistito i dettagli del processo, puntualmente appende la cornetta senza lasciarla terminare. Dell'altro imputato, poi, si sa ancor meno anche perché l'avvocato difensore non si è presentata ieri in aula, essendosi confusa sulla data del dibattimento.

Rinviato al 3 dicembre, il processo si terrà anche nel caso in cui gli imputati non si dovessero presentare nemmeno la seconda volta.

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